Aspettando Il 2018: Appunti Di Digital Marketing

19 Dic

multitasking in hands

Prendi nota per il 2018

  • Mobile è il device! Al centro di tutto: del comportamento d’acquisto, delle relazioni, dei servizi, della ricerca di informazioni, nella SEO… Non puoi pensare al digital se non orientando tutto intorno al mobile, oramai naturale estensione degli arti superiori. E pensare al mobile non significa solo fare siti mobile friendly (che d’ora in poi, con il mobile al centro, dovranno essere “anche” desktop friendly), sviluppare app aziendali per lo più inutili ma perché “fa figo”, oppure dimensionare l’ADV per gli schermi piccoli. Significa comprendere fino in fondo come quando e perché le persone usano tale device nella loro vita, e come va a impattare nei loro pensieri.
  • So chi sei e so cosa farti fare! La conoscenza e profilazione degli utenti è il paradigma in cui si stanno giocando partite epocali. Sapere chi ho davanti e mirare la comunicazione è il leitmotiv su cui la tecnologia sta facendo un “all in” pauroso (e su cui qualcuno rubacchia soldi in nome dell’etica, ogni riferimento a Qwant è puramente casuale). “Un numero medio di circa 170 like è sufficiente per predire il colore della pelle (95%), l’orientamento sessuale (88% di precisione per gli uomini e il 75% per le donne) e l’affiliazione al partito Democratico o Repubblicano (85%)”. Kosinski & Facebook trasformo un Like in capacità predittiva di capire chi sei e cosa fai. È l’era dei Big Data così come non l’abbiamo mai immaginata. Oltre il remarketing, oltre la Web Analytics (quella seria). E dove i primi a ringraziare sono gli strumenti e le metodologie pragmatiche della marketing automation (qui l’ebook realizzato con MailUp).
  • Il Social è Pay e va misurato. Sempre più i post dell pagine di Facebook & C. sono visti e propagati solo da chi li pubblica e i loro amici. Per il resto, c’è da pagare e da misurare con adeguatezza. E se Social PR, Influencer, Buzz servono per far decollare awareness, reputation e vendite perché nessuno ne misura seriamente l’impatto, nemmeno chi offre tali servizi? E perché ci si lascia ancora confondere dai vanity KPI? Fare social è la moda del momento. Fare social che abbia un senso e un rientro determinato rispetto un obiettivo è ancora un’utopia per molti.
  • Content is King? Puntando alla personalizzazione, i piani redazionali senza adeguate strategie di advertising/marketing a sostegno per la loro propagazione non vanno lontano. Nell’affollato mondo dei contenuti sempre più duplicati e sempre più inutili, se content is King, la distribuzione del content is Kong! Non vedo l’ora che Google aggiunga la funzione “elimina sito” dai suoi ranking per depennare definitivamente tutti quei siti spazzatura che continuano a infestare le SERP di porcheria (nonostante Aranzulla).
  • Video Is King! Sempre più si cerca di vedere il prodotto in azione, come è fatto, nel suo contesto di utilizzo. Mai i video furono così potenti e utilizzati per fare marketing. Google docet.
  • Value Proposition is Queen! Quando tutto è a portata di un click, quando tutti possono competere nell’arena con armi simili (carrello ecommerce, SEO, AdWords, email, contenuti, etc…); quando anche i concorrenti più scassinati hanno capito le regole del gioco del fare web marketing, avere una Value Proposition distintiva è l’unica chiave di volta con cui far partire progetti che vogliono crescere e durare nel tempo. Prima che Amazon vi travolga. Prima che un distributore vada online facendovi impazzire col prezzo.
  • L’E-commerce serve ad acquisire clienti non a vendere prodotti. Se pensate ancora che l’e-commerce è vendere prodotti online siete dei primitivi non tanto del digitale, ma del marketing tout court. Quanto vale un cliente per voi? Quanto siete disposti a pagare per un cliente? E come ne aumentate il valore? Con quali strumenti e metodologie? Questioni di Lifetime Marketing e Lifecycle Marketing: la strategia di comunicazione che integra tutti i canali e da priorità alle esperienze di clienti, o possibili tali, per accompagnarli e supportarli in ogni fase del suo percorso del customer journey.
  • La gente odia la pubblicità. Ci sarà un motivo per cui le soluzione come AdBlock (istallata anche nel mio browser) trionfano. O per cui si abbandonano i siti che aprono pop-up in automatico o ancora peggio video con audio non richiesti. Farsi amare e preferire dai propri clienti è un lavoro che passa per la conoscenza degli stessi e per il saper comunicare, con il dono dell’ascolto. Non posso ancora una volta mettere al centro il mio ispiratore e il suo pensiero che ogni anno, giorno dopo giorno, solidifica il mio fare e quello della mia agenzia che oltre dai clienti sa farsi amare e premiare da professionisti e dai principali protagonisti di questo grande mondo digitale.

Fare Digital Marketing per farsi amare.
Questo il nostro impegno per il 2018.


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