EWOLF: Digital Commerce Boutique. Solo Consulenti Senior Ecommerce

16 Dic

digital commerce

La necessità di coniugare tecnologia e marketing è la difficoltà che spesso costringe le aziende a passi incauti o mal ponderati, soprattutto nel fare ecommerce. Ma oggi c’è la soluzione!

Ad Ecommerce Strategies è stata presentata Ewolf, la prima Digital Commerce Boutique italiana nata per supportare sartorialmente le aziende nell’Ecommerce. Ewolf è una divisione di WMR Digital Marketing Group di cui anche Studio Cappello fa parte. Gli Ewolfer sono specialisti senior con anni di esperienza nel mondo del digital e dell’ecommerce.

Ewolf vuole colmare il gap di competenze che stanno minando i progetti ecommerce a prescindere dai loro modelli (internalizzati, esternalizzati, modelli ibridi), come ci spiega Andrea Cappello con questa intervista rilasciata durate l’evento appena trascorso Ecommerce Strategies.

Coinvolgere e convertire sono i due imperativi assoluti di ogni webmarketer: in che modo la tecnologia può rivelarsi un valido supporto strategico?

Oggi l’omnicanalità passa per mobile, internet, PC, banche dati su cui archiviare informazioni sensibili sulle persone e il loro comportamento on e offline. La tecnologia oggi permette di poter gestire a queste informazioni in modo univoco e immediato, poterle analizzare in modo semplice e utile per poter fare azioni di marketing ad alte performance. La direzione da prendere porta verso una promozione sempre più mirata sulle esigenze dell’utente, sul suo profilo e sulle sue caratteristiche.

Comunicazione meno quantitativa (tipica dei modelli di mass marketing tradizionali) ma più quantitativa con più alti tassi di conversione.

A Ecommerce Strategies non solo abbiamo avuto protagonisti che ci hanno spiegato quali sono queste tecnologie, ma abbiamo visto concretamente dei casi studio per capirne la portata e l’efficacia.

Come Studio Cappello abbiamo portato un’esperienza virtuosa su un cliente ecommerce dove applicando La Customer Journey Analysis online abbiamo migliorato la resa degli investimenti, in particolare in AdWords e Paid Search, in modo da farlo diventare un caso di studio Google.

Come Ewolf abbiamo portato esempi e modelli di riferimento nonché best practice e lettura dei trend futuri.

In un ecosistema così complesso, ricco di applicazioni, software e soluzioni, quali criteri dovrebbero guidare un web marketer nell’individuazione dei propri partner tecnologici?

Oggi il web marketer deve sapere coniugare la tecnologia con le esigenze di marketing. Per poterlo fare deve, da una parte, avere un’adeguata conoscenza degli strumenti che il mercato mette a disposizione, e dall’altra alte competenze di marketing e capacità di analisi aziendale.

Tali competenze stanno definendo un ruolo fino ad oggi non presente nel mondo dei consulenti.

EWOLF è la neonata boutique che all’evento ha spiegato come questi profili oggi possono cambiare drasticamente le sorti di chi fa marketing in azienda e ancora di più di chi vuole affrontare con efficacia il percorso di digital marketing trasformation.

Perché l’ecommerce è ecommerce,
e il marketing è digital.

I criteri sono semplici e sempre gli stessi di quando si fanno scelte su strumenti, software o servizi:

  • Utilità: qual è lo strumento più utile in riferimento al mio contesto composto da determinate persone, una particolare organizzazione e peculiari esigenze?
  • Funzionalità: se so prevedere cosa mi serve devo essere certo di poterlo ottenere in modo semplice e immediato
  • Convenienza: cosa mi serve realmente e a che costo
  • Controllo: devo saper controllare gli strumenti di cui dispongo

Da qui una domanda sorge sempre spontanea.

  “Perché continuare a valutare proposte di ecommerce, tecnologia, strumenti preventivi di web agency, piani di digital marketing o modelli di ebusiness che in realtà non si è in grado di soppesare?”

Quali sono i principali cambiamenti che un’azienda che abbracci la digital transformation deve affrontare a livello strategico?

Occorre cambiare radicalmente il modo di concepire il mercato e il mondo.

Innanzitutto si deve metabolizzare che

IL PROCESSO D’ACQUISTO È DEFINITIVAMENTE CAMBIATO.

Il consumatore oggi può decidere e preferire prodotti con maggior facilità. Il mobile ha cambiato il modo di percepire e vivere il mondo.  I consumatori confrontano facilmente le esperienze di acquisto valutando prodotti, prezzi, servizi, e-shop e negozi (fisici). Si muovono tra marketplace, aggregatori, intermediari, facilitatori, influenzatori, siti aziendali.

La multicanalità è la prassi che vede l’acquirente passare dal negozio fisico al mondo offline spostandosi di device in device (PC e mobile) al variare della fase in cui si trova nel processo di acquisto.

Fare Ecommerce non significa andare online con un carrello e investire in promozione. Significa concepire un modo smart di fare impresa, che richiede nuovi modelli organizzativi, declinazione di nuove strategie, governance di progetto, fornitori digital e tecnologie. Significa poi valutare costi, tempi e risorse umane.

Inoltre,

IL MARKETING È DIGITAL

Se l’azienda sta gestendo il business con una divisione digital staccata dal marketing e della governance aziendale deve sapere che si trova ancora nell’old economy. E che hai i giorni contati. Per cui:

  1. Il mondo è digital e il digital comanda.
  2. I mercati sono globali e il digital ha accorciato drasticamente le distanze.
  3. Il mobile non è un’opzione ma una naturale estensione del nostro cervello nelle decisioni, soprattutto di acquisto.
  4. L’era del Mass Marketing è finita. Nell’era del digital devi conoscere i clienti e comunicare con loro sapendoli ascoltare.
  5. Se non ci si è accorti del cambiamento non si può cambiare. E il primo a cambiare deve essere l’imprenditore, facendosi aiutare.
  6. Essere digital non vuol dire avere un sito, una pagina Facebook, investire in SEO o AdWords; è una forma mentis con cui concepire il mercato oggi.

Parliamo di advertising e approccio data-driven: quali sono le best practice per implementare un sistema di analisi e integrazione dei dati in grado di restituire un quadro esaustivo sull’efficacia di una campagna multi-canale?

Occorre innanzitutto definire il percorso del consumatore creando una Customer Journey Map.

Immagina l’ultima volta in cui hai fatto un acquisto online. Quali sono stati i passaggi in cui tutto è filato liscio e quelli in cui ti sei bloccato? Che opinione ti sei fatto data la tua esperienza: comprerai ancora su quell’ecommerce?

Comprendere il percorso che fanno gli utenti quando interagiscono con un prodotto o un servizio fornisce molte informazioni utili al reparto vendite, marketing e sviluppo.

Il percorso del cliente, meglio noto come customer journey, è un’estensione naturale del funnel di marketing e di vendita ma ha conseguenze che vanno al di là di questi due settori.

Se correttamente mappato e analizzato, il customer journey mette in evidenza i punti di frizione e, di conseguenza, le opportunità di miglioramento di un ecommerce (ma anche di un sito web o di un blog).

Individuare e rimuovere gli ostacoli nel percorso dell’utente, non è solo un modo per limitare i danni ma è un’opportunità di innovazione per il business stesso.

In un simile scenario, quali sono le skill che un web marketer dovrebbe sviluppare maggiormente per portare valore aggiunto a un’azienda?

  • Metabolizzare concetti quali Omincanalità e Customer Journey
  • Capacità di analisi dei dati e di utilizzo degli strumenti (sapendo quali sono) che ne permettano una facile lettura e rimodellazione in base alle esigenze
  • Capire come e con quali strumenti analizzare i big data
  • Sapere quali soluzioni oggi permettono di riunire i dati aziendali sui clienti che l’azienda ha sparsi qua e là (CRM, tessere fedeltà, ecommerce, web analytics, email, cartacei, negozi, etc…) in un unico data center su cui elaborare strategie di comunicazione, promozione, marketing
  • Saper fare Lifecycle Marketing Optimization

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