Per Chi E Perchè Ecommerce Strategies? Intervista Ad Andrea Cappello

24 Nov

acappello2011

Ecommerce è Commerce: con tutte le conseguenze del caso…

In occasione dell’evento Ecommerce Strategies del 14 dicembre 2016 a Vicenza CSM ha pubblicato un’intervista ad Andrea Cappello, fondatore dell’evento oltre che amministratore di Studio Cappello e cofondatore di Ewolf, la prima Digital Commerce Boutique italiana.

Quali sono le novità che caratterizzano la 4° edizione di Ecommerce Strategies?

Ecommerce Strategies si pone l’obbiettivo di guidare gli imprenditori nel percorso del Digital Commerce. Digital Commerce si basa essenzialmente su questi concetti: l’ecommerce è commerce tout court; il marketing è digital. Questi concetti spiegano da soli come mai molte aziende oggi, nonostante i primi passi nel fare ecommerce, si sono incagliate su crescite poco performanti o su risultati economici poco soddisfacenti: si è fatto digital per lo più con le metodologie e i concetti dell’analogico.

Le motivazioni che hanno portato le aziende ad investire sull’ecommerce ad oggi sono essenzialmente due:

  • reagire ad una débâcle generalista di fare commerce tradizionale che per molti significa perdita di quote di mercato e fatturato
  • portare a casa soldi potendo utilizzare un nuovo canale di vendita, soprattutto svuotando il magazzino.

Per poi scoprire che spesso ne l’uno ne l’altro obbiettivo può essere perseguito efficacemente aggiungendo un carrello online.

Il motivo di tale debacle è semplice ma contemporaneamnete complesso. Ecommerce non è un nuovo canale di vendita, ma piu in generale Ecommerce è un nuovo modo di intendere il rapporto consumatori/prodotti/aziende. In primis:

IL PROCESSO D’ACQUISTO È DEFINITIVAMENTE CAMBIATO

Il consumatore oggi può decidere e preferire prodotti con maggior facilità. Il mobile ha cambiato il modo di percepire e vivere il mondo. I consumatori confrontano facilmente le esperienze di acquisto valutando prodotti, prezzi, servizi, e-shop e negozi (fisici). Si muovono tra marketplace, aggregatori, intermediari, facilitatori, influenzatori, siti aziendali.

La multicanalità è la prassi che vede l’acquirente passare dal negozio fisico al mondo offline spostandosi di device in device (PC e mobile) al variare della fase in cui si trova nel processo di acquisto.

Fare Ecommerce non significa andare online con un carrello e investire in promozione. Significa concepire un modo smart di fare impresa, che richiede nuovi modelli organizzativi, declinazione di nuove strategie, governance di progetto, fornitori digital e tecnologie. Significa poi valutare costi, tempi e risorse umane.

E significa governarli con nuovi strumenti e strategie. Alcune delle quali presenteremo a Ecommerce Strategie.

Come avere successo con l’eCommerce? Qual è la formula che permette alle imprese di trasformare i “7 Vizi Capitali dell’eCommerce” in Virtù?

Se si metabolizza che il processo d’acquisto è definitivamente cambiato e che l’omnicanalità è la prassi, occorre abbandonare i modelli tradizionali con cui fare marketing e vendita e abbracciare quelli nuovi governati dal digital. Dove il mobile è diventato uno strumento indispensabile pr la vita quotidiana e sempre più èil punto di contatto tra aziende prodotti. Prima di un acquisto, durante un acquisto, dopo l’acquisto.

In un mercato dove non è più il prodotto protagonista ma i servizi di supporto e le commodities per il cliente, solo creando una vera e unica Value Proposition è possibile smarcarsi dai concorrenti a portata di click che possono soddisfare bene e meglio le esigenze d ei clienti.

I vizi del fare marketing tradizionale sono un freno devastante per gli imprenditori che non hanno ancora metabolizzato il mondo attuale.

E le conseguenze le vediamo anche nel modo in cui fanno ecommerce: apro il negozio (il sito ecommerce), ci metto il commesso (un incauto store manager ), faccio pubblicità (un po’ a Google , un po’ a Facebook, un po’ ai Centri Media), e volantino in giro (invio email e posto aggiornamenti sui social). Se questo modo di far può portare qualche euro in tasca agli apripista nell’online, non risolve il problema piu complesso delle esigenze del nuovo consumatore fatte di scelte rapide, risparmio di tempo e di denaro, consegne veloci e ovunque, garanzie alte, esigenze di riconoscimento e customizzazione dell’offerta, comunicazione efficacie calda e semplice.

Il programma di E-commerce Strategies è davvero ricco anche quest’anno, quali saranno i temi centrali dell’evento?

Il tema è essenzialmente uno: il nuovo processo di acquisto. Che a cascata sta toccando tutto il modo di fare azienda: nella gestione dell’organizzazione, nel modo di vendere, nella gestione dei negozi, nel modo di gestire i clienti soprattutto nel come personalizzare la comunicazione con loro, nel fare marketing, nel fare web marketing.

Mi viene in mente un cliente di Studio Cappello con il quale, applicando tecniche di analisi della customer journey e dei touch point nella fase di ricerca online, abbiamo ottimizzato i budget e le campagne Adwords portandolo a performance d’eccellenza nelle vendite, tanto da farlo diventare un caso studio di Studio Cappello utilizzato da Google che presenteremo all’evento.

L’eCommerce in Italia è in crescita costante: come riassumere lo scenario attuale del settore?

L’eCommerce nel 2016 in Italia fa segnare un +18% con quasi 20 miliardi di euro tra prodotti (9 miliardi) e servizi (11 miliardi). La penetrazione dell’eCommerce sul totale acquisti Retail sale al 5%.

Nel 2016 i consumatori che hanno effettuato almeno un acquisto online nell’anno crescono del 7% e sono 19 milioni (60% degli internet user). Tra questi gli acquirenti abituali che effettuano almeno un acquisto al mese sono i 12,9 milioni e generano il 91% della domanda totale eCommerce, spendendo online in un anno una media di 1.382 euro.

Tale bacino di utenti è decisamente inferiore a quello dei principali mercati eCommerce europei: in UK gli web shopper sono 48 milioni (l’85% degli internet user), in Germania 55 milioni (l’81% degli internet user), in Francia 41 milioni (il 76% degli internet user).
Interessante il dato sull’’Export, inteso come il valore delle vendite da siti italiani a consumatori stranieri, cresce nel 2016 del 17% e supera i 3,4 miliardi di euro.

L’Abbigliamento è il settore che più beneficia dell’ecommerce per vendere al’estero con quasi la metà delle vendite (42%). Punti di forza: notorietà dei brand; competenze digital sviluppate nel corso degli anni da alcune aziende online e da alcune boutique multibrand; carenza di offerta sui canali tradizionali all’estero.

Questi dati molto piu dettagliati verranno esposti all’Evento da uno dei nostri partner: l’Osseratorio Ecommerce del Politecnico di Milano, punto di riferimento per tali sricerche svolte in collaborazione con Netcomm.

Quali sono le tendenze in ambito eCommerce che possiamo aspettarci dal 2017?

I temi saranno essenzialmente due:

  1. Omincanalità: capacità di gestirla e analizzarla per produrre azioni di marketing adeguate
  2. Lifecycle Marketing Optimization. Questo è il megatrend che descrive l’approccio data-driven integrato per migliorare l’efficacia delle interazioni con i clienti su dispositivi diversi e in diversi canali. Search, media a pagamento, landing page, e-mail, azioni di conversione, CRM, web analytics non sono elementi isolati, ma sono visti come un unico processo multicanale in continuo divenire.

Oltre questo ci sarà il tema dell’internalizzazione in azienda dell’ecommerce.

Per molte realtà infatti il primo passaggio nel vendere online è stato di dare in mano il proprio business ad altri, le full commerce company. Si sono ridotti costi demandandoli all’agenzia, ma tendenzialmente si sono anche portate a casa tre criticità: ricavi bassi o nulli (peralcuni in perdita); perdita di controllo sul business; incapacità di apprendere dall’esperienza.

E tra tutti forse quest’ultimo è proprio la criticità maggiore perché per gli imprenditori solo sperimentando provando e imparando si può marcare il percorso verso il successo, capire le logiche del nuovo modi di far ecommerce, e intuire con quali nuovi modelli di business creare la value propositon con cui rimanere nel mercato o meglio ancora scalarlo a discapito della concorrenza .

E-commerce Strategies 2016: 3 buoni motivi per non mancare?

  1. Valore. E’ l’unico evento nel Nord-Est pensato per gli imprenditori che credono che l’ecommerce sia il futuro del commerce
  2. Alti skill. A differenza di altri eventi dove i relatori sono spesso operativi di agenzie appassionati e smanettoni del web, qui a parlare al pubblico troviamo professionisti senior che fanno della loro esperienza, dei loro successi e del loro valore il punto di forza.
  3. Tanto valore a costo zero! Creiamo valore e preferiamo farci conoscere partendo dai risultati concreti: l’esperienza coi nostri clienti e con i nostri partner. Che finchè possiamo condividiamo gratuitamente con il pubblico.

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