Ecommerce: Adempimenti Fiscali E Normativa Della Vendita Online

3 Feb

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La normativa fiscale e gli adempimenti per vendere online: la semplificazione aiuta il business a crescere.

Il commercio elettronico (ecommerce) sta vivendo uno sviluppo e una crescita senza eguali rispetto a tutti i canali commerciali tradizionali. Sempre più aziende si sono affacciate a questo mercato per cercare di sviluppare e incrementare il proprio business. Sono talmente tante le realtà che hanno fatto questa scelta, che avviare un ecommerce sembra un percorso tutto in discesa e senza intoppi o pratiche burocratiche e legislative da sbrigare. Invece, come per le attività tradizionali, esistono dei cavilli a cui prestare attenzione.

Quali sono gli adempimenti fiscali e burocratici per poter avviare un ecommerce? In questo articolo approfondiremo un determinato tipo di vendita online: le vendite B2C (business to consumer) ossia le vendite ai consumatori privati. Le differenze, rispetto al B2B, riguardano la normativa fiscale più che quella burocratica: in particolare l’emissione dei documenti di vendita che per il B2C risulta decisamente semplificata.

Aprire E Avviare Un Ecommerce B2C

La Direttiva 2000/31/CE stabilisce che si possa avviare un’attività ecommerce senza autorizzazioni preventive, fermi restando i requisiti generali per lo svolgimento delle attività specifiche così come sancito dalla legge.

Questa semplificazione permette di ridurre sia i tempi che i costi delle start up ecommerce, ma non significa che le attività non debbano rispettare delle normative quali:

  • Costituzione di una società commerciale
  • Iscrizione alla camera di commercio
  • Presentazione della SCIA allo sportello unico per le attività produttive nel comune in cui si intende svolgere l’attività di vendita online.
  • Comunicare all’Agenzia delle Entrate il dominio del sito web di ecommerce
  • Comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati del ISP (internet service provider) necessari a identificarlo

Analizziamo gli adempimenti che sono necessari per lo svolgimento dell’attività:

Adempimenti fiscali per la vendita in Italia e nella CEE

Una volta sbrigate le attività e le comunicazioni sopra descritte, sarà possibile avviare l’attività professionale di vendita online. Per farlo è necessario sapere come vanno gestite le vendite secondo la vigente normativa fiscale.

Grazie a recenti semplificazioni è possibile vendere online sia in Italia che nella CEE attraverso l’annotazione giornaliera nel libro dei corrispettivi dell’ammontare complessivo (IVA compresa) delle vendite effettuate.

Questo significa che le vendite online verso i consumatori finali sono del tutto assimilabili a una vendita per corrispettivi senza l’obbligo di emissione della fattura fiscale. Una grande semplificazione che permette di conseguenza una gestione più snella e semplice di tutte le vendite. Va però specificato che il cliente finale può richiedere la fattura fiscale che in questo caso dovrà essere emessa dalla società venditrice.

L’aliquota IVA applicabile in tutti questi casi è quella del paese in vengono svolte le attività di vendita. In Italia, ad esempio, l’aliquota nazionale ammonta al 22%. Tale aliquota va mantenuta però solo fino al raggiungimento delle soglie previste dalla Comunità Europea che possono variare a seconda dei diversi paesi comunitari. Al superamento della soglia in uno o più paesi della CEE sarà necessario identificarsi mediante apertura di partita IVA estera in ogni paese in cui si siano superate le soglie previste. Tali soglie, a titolo esemplificativo, ammontano a 100.000€ di vendite per Germania e Francia, mentre si riducono a 35.000 per Spagna e Austria.

Adempimenti fiscali per le vendite extra CEE

Le vendite effettuate al di fuori della CEE prevedono che venga emessa regolare fattura fiscale, esente IVA Ex Art.8. La merce spedita alla dogana sarà soggetta a IVA e dazi del paese di destinazione (a carico del cliente consumatore finale).

Una volta effettuato lo sdoganamento e la consegna della merce, sarà necessario registrare i documenti MNR che attestano l’effettiva uscita della merce dal territorio comunitario e pertanto l’assoluzione degli adempimenti IVA e doganali.

Dati web obbligatori da inserire nel sito ecommerce

Oltre a quanto sopra descritto, rimangono da assolvere gli adempimenti informativi obbligatori per l’identificazione della società venditrice che vanno riportati nel sito ecommerce. Ecco le informazioni da seguire:

  • Domicilio e sede legale
  • Nome, denominazione o ragione sociale
  • Contatto telefonico ed email
  • Numero di iscrizione al RAE (repertorio delle attività economiche) o al registro imprese
  • Numero di partita IVA (una o più a seconda del superamento o meno delle soglie comunitarie
  • Indicazione chiara e inequivocabile delle tariffe e dei prezzi di vendita applicati
  • Condizioni di vendita e normativa sulla privacy

Come si può vedere, riguardo la normativa fiscale, ci sono adempimenti che variano a seconda della destinazione della merce e dell’ammontare delle vendite per singolo paese estero. Tuttavia, nella maggioranza delle attività di ecommerce che si limitano alla vendita nel territorio nazionale e/o comunitario, sarà possibile beneficiare delle semplificazioni previste per legge. Basterà annotare gli importi giornalieri applicando l’aliquota IVA Nazionale.

Questo ha permesso a molte start-up di poter sviluppare il proprio business senza ulteriori appesantimenti burocratici all’interno di tutta la Comunità Europea.

Tale semplificazione rende l’ecommerce uno dei migliori e più economici strumenti per l’internazionalizzazione delle vendite rivolte ai consumatori privati.

E le garanzie? Restano invariate sui prodotti venduti, come previsto per legge.

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