Anche i Social Media Specialist nel loro piccolo si incazzano….

12 Feb

Il mio post dell’altro giorno dal titolo aggressivo Facebook? Una perdita di tempo. Le ragioni di una morte in arrivo… ha scatenato una bagarre inaspettata. Su questo blog, su alcuni gruppi di Linkedin (come quello dei Ninja), su Facebook, e su profili social e blog di terze parti.

Il sentore è che quando si parla di Social per criticarne l’interpretazione da parte di alcuni che si propongono come consulenti social per le PMI, qualcuno ci rimane male.

Riporto qui qualche considerazione utile creando un post collaborativo…

Giorgio Soffiato, in risposta ad un altro mio post Siamo sicuri, cara PMI, che il tuo consulente social te la racconti giusta? fa delle giuste considerazioni per collocare lo strumento social e una degna conclusione:

A mio avviso c’è solo un “errore” in questo post: il consulente social non esiste. Cosi come è davvero labile il confine in cui finisce il motore e cominciano i social. Mi sentirei molto più a mio agio partendo da obiettivi, risorse e target e consulenti “lead” o consulenti “brand”. I consulenti sullo strumento mi mettono sempre in difficoltà

Emanule Tolomei, sempre nello stesso post, sembra anche lui avere esperienze concrete, soprattutto con aziende che cercano nuovi clienti o cassa a breve più che strategie di relazione che nel tempo portino risultati di brand o fidelizzazione. Per tali realtà il commento di Emanuele è un consiglio :

Quando faccio le riunioni con i partner diciamo sempre che c’è abbastanza da fare per tutti. Si infatti, grazie a chi ogni giorno vende likers, gestione di fan page a 60 euro mese, improbabili campagne pubblicitarie che durano il tempo di un caffè senza aver ottenuto nemmeno un indirizzo mail. Ma in fondo chi doveva ci ha già guadagnato, infatti Facebook al contrario ha già tutto quello di cui avrebbe avuto bisogno quel poveretto che ha accettato questa campagna di marketing estremamente innovativa e “ficcante”.
E il markettaro? Quanto dura?
Il tempo di averti un po’ rotto i c…….i, aver svalutato l’intero settore e prosciugato quel tanto che basta un’azienda per renderla assolutamente non competitiva in nessun settore del web, visto che il suo ristretto budget si è già andato a far benedire.

PolpoMao nella sua semplicità espone i limiti di efficacia di comunicazione di FB svelati in un mio datato post:

Su Facebook c’è da dire anche un’altra cosa. Molti puntano a fare frotte di fan, ma non si accorgono che la portata di ogni pagina è diventata misera e continua a calare.

Ha senso aumentare i fan se poi ogni post arriva al 20% del totale? Un trucchetto di Facebook per costringerci a utilizzare le notizie sponsorizzate. Investi per avere fan e poi devi investire per comunicare con loro, io mi farei qualche conticino.

Se un’azienda vuole far raggiungere un messaggio ai suoi fan è meglio che paghi una particolare forma di ADV di Facebook: il  Reach Generator (post di techcrunch). Gia, perchè il post sulla bacheca quando va bene raggiunge al massimo un 16% dei suoi fans..

Nel post I Clienti Preferiscono I Siti Web Alle Pagine Facebook, cito i datri di una ricerca che dimostra come spesso Facebook è un passaggio dovuto alle lacune della strategia sul web e soprattutto sul suo modo di fare internet con il suo sito. Attività di CRM sugli utenti, newsltter, comunicazione possono essere tranquillamente fatte con strumenti più tradizionali (magari riposizionanti anche su FB) solo che fino ad oggi sono sempre stati abbandonati o non presi in considerazione.

Isabella in tale post da una giusta visione dei Social che dovrebbe avere chi fa Social:

Sono d’accordo che con molta probabilità in fase di decisione di acquisto i social possano non essere determinanti. Ma non dimentichiamo due dei principi fondamentali del social media marketing che consentono di migliorare il prodotto e il servizio e di conseguenza di aumentare le vendite:

– ascoltare: ovvero tenere sempre sotto controllo quello che si dice del brand anche nei social, ed avere un account ufficiale del brand può facilitare questa operazione in quanto è probabile che, sopratutto per lamentarsi, scrivano sulla official. Leggere e analizzare quello che pensano gli utilizzatori è fondamentale per sapere se la direzione intrapresa è giusta o c’è bisogno di raddrizzare il tiro, sia in termine di prodotto che in termine di promozione, servizio, customer care…

– partecipare: il sito web, se pur importantissimo sia chiaro, non consente all’azienda di partecipare ad alcuna conversazione, tantomeno quindi di moderare o risolvere (pubblicamente) eventuali critiche negative o creare relazioni condividendo informazioni utili o interessanti.

Quindi forse il smm non coadiuva in modo diretto l’acquisto, ma quanto pesa nella gestione della reputazione e della brand awareness? E perchè no, anche nella gestione del customer care?

Mi fermo qui. Chi ha capito ha capito…

Social Media è rivoluzione. Come ho risposta a Giacomo nel post della discordia:

sono il primo a difendere i social, ma gia come feci ai tempi della SEO e del SEM, per riuscire a far capire alle aziende come sfruttarli ho dovuto lavorare molto su come dimensionarli correttamente da una parte e collocarli in quella materia che ad oggi ha dimostrato di servire per fare impresa: il marketing.

Chi sa di marketing e conosce i social, spesso fa cose incredibile per i clienti, chi invece non sa di marketing, anche se appassionato di social, spesso deve sperare che accada qualcosa o tentare il salto nel vuoto perchè non riesce a difendere e costruire un percorso di crescita e sviluppo.

Il social è serio, più serio ancora del SEM perchè richiede una voglia di fare e una filosofia di affrontare il mercato che va ben oltre l’advertising. E perchè funzioni richiede uno sforzo da parte delle aziende importante, spesso rivoluzionario. Significa i primis passare da un modello di comunicazione monodirezionali (azienda cliente) tipico delle aziende odierne, ad uno avanzato bidirezionale, dove l’utente non sta solo ad ascoltare, ma partecipa attivamente al dialogo e spostandosi al centro dell’attenzione più che nel passato.

Roba di grande impatto sia per la società sia per le aziende
Roba di rivoluzione.
Roba che studio.
Roba che amo..

 

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5 Responses to “Anche i Social Media Specialist nel loro piccolo si incazzano….”

  1. Save 21 febbraio 2013 at 01:10 #

    Sarà come dici te..

    Io mi continuo a fare i miei 15/20K di visite giornalieri sul mio blogghettino manco ottimizzato lato seo grazie a fb.

    Vallo a chiedere a quelli di fanpage o citynews se fb è adatto solo x il costumer care

    😉

  2. Trolis 21 febbraio 2013 at 08:23 #

    Probabilmente scrivi di cazzate o gossip.. Il regno di fb

  3. Save 21 febbraio 2013 at 08:49 #

    Ma che ne sai? vedi che ci sono pagine molto grandi in ogni settore:

    arredamento
    auto
    moto
    politica

    Io ne ho una che mi sta dando molte soddisfazioni su un settore “iper-nicchia” come l’arredamento country. Pensa un pò..

    L’importante è targettizzare bene, passare ore e ore su fb ed essere pignoli.

    Non utilizzare metodi farlocchi come il likejacking o robacce varie. I fans devono essere realmente interessati a quello che proponi, poi niente è impossibile.

  4. Trolis 21 febbraio 2013 at 08:56 #

    Ah ecco hai una rivista e ti spacchi il culo..

  5. Merlinox 21 marzo 2013 at 11:46 #

    @Save quoto Trolis. Stai esattamente facendo quello di cui si parla, a prescindere se poi le visite nel tuo blog ad un certo punto creano conversioni (ricavi) o sono solo visite (costo).

    Stai dando qualità, valore aggiunto, stai facendo coinvolgimento: questo è il ruolo dei social che consentono di avere una porta di ingresso in modo da diversificare il monopolio googleiano.

    Ovvio: postare su FB / TW / G+ il link del nuovo posto non costa, ma rende anche molto poco. La target key è “community” ed è la stessa parola dallo 0.1 al 4.0, passando per sto “fottuto” 2.0 :)

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