Tools di analisi abbandono prematuro del sito web

23 Nov

aumentare le conversioni

Migliorare i tassi di conversione utente/cliente significa trasformare un sito web tradizionale in un “sito web che funziona”. Un sito che funzione è un sito che soddisfa le esigenze degli utenti, che è intuitivo da navigare, che offre informazioni esaustive e motivanti. Ma è anche un sito che cerca di aiutare l’azienda a proporre al suo utente una comunicazione in linea sugli obbiettivi e, soprattutto, che venga percepita “gradevole”.

La premessa in effetti è un pò fumosa e sa di concetti aleatori normalmente utilizzati da tutti quelli che si occupano di realizzare siti web… In sostanza, un sito che funzione è un sito che l’utente utilizza perchè trova ad ogni click ed in ogni pagina quello che si aspetta di trovare, e che fa compiere all’utente percorsi e azioni desiderate dall’azienda. Un sogno.

Questo un elenco di alcuni tools che permettono però di avere una migliore e più profonda comprensione sul comportamento degli utenti:

  • Google Analytics. Lo strumento fondamentale per analizzare come si comporta un utente è Google Analytics (o strumenti affini), correttamente settato su KPI (obbiettivi) specfici di misurazione (in particolare per gli ecommerce). Un buon corso sullo strumento lo offre Google online o WMR Consulting offline: Corso Google Analytics (minispot). Buona fonte di aggiornamento sullo strumento sono il blog di Avinash Kaushik (di cui consiglio anche il libro) e i riferimenti di Web Analytics Association.
  • CrazyEgg, mostra esattamente dove le persone hanno cliccato tramite mappe di calore. Anche Google Analytics lo fa, ma qui in più scopriamo anche dove gli utenti tentano di cliccare dove credono si possa cliccare ma non c’è il link (es foto, testi, pulsanti,…). Inoltre, ci dice anche quanto gli utenti scrollano una pagina, per toglierci ogni dubbio se il nostro papiro lungo lungo lungo viene letto o meno, o se le info che mettiamo sul fondo vengono viste o meno.
  • Click Tale. Ottimo per capire come si comporta l’utente in una pagina, di fatto monitorandone il movimento del mouse. Più semplice e meno esoso dell’eyetracking (più preciso per alcuni aspetti) non deluderà le aspettative. In sostanza realizza dei film sulla navigazione degli utenti da analizzare in laboratorio per capire meglio cosa fanno (o non fanno). E’ particolarmente utile per analizzare i Form.
  • Sondaggi. Esistono molti software online per farli. Segnalo 4qsrvey per le interviste nell’istante dell’abbandono del sito (a caldo quindi), e KISSinsights per questionari lampo sulle pagine. Trovare l’occasione per fare un sondaggio ai propri utenti (magari offrendo loro dei bonus per rispondere) permettere di carpire informazione che nessun software o laboratorio di usabilità è in grado di darvi. Per capire se la navigazione nel sito e se il sito stesso “funziona” è utile porre domande come le seguenti:

Raccomandereste il sito ad un amico (1 a 10)?
Negli ultimi mesi avete “parlato online” bene o male del sito (es Social Media)?
Cosa manca al nostro sito che vorresti trovare (prodotti, servizi, tools,info…)?
Hai dei consigli da darci per migliorarne la navigazione?
Cosa hanno di meglio i siti dei nostri concorrenti che apprezzi?
Cosa ti h fatto preferire il nostro sito?
Quando utilizzi i siti della concorrenza? Per quali motivi?
I contenuti esposti sono chiari, troppo generici o troppo tecnici?
Cosa manca al sito per rendere più completa la tua raccolta di informazioni?

  • Osservazione. Certo, poter osservare direttamente come si comportano gli utenti è sempre la cosa migliore, ance se richiede abili competenze su chi conduce l’osservazione, richiede un buon campione di utenti, e richiede anche molto tempo ed esborso economico. Esistono agenzie specializzare sull’eyetracking che per portali particolarmente complessi per contenuti ed interfaccia possono aiutare i designer a rimodellarne aspetto e funzioni. Di recente hanno reso gratuito un software fino a poco tempo fa molto costoso che potrebbe permettere di ottenere un ottimo compromesso per chi cerca dati sull’osservazione e il sondaggio: Ethnio, che però devo devo testare.
  • Kempyle. Permette di raccogliere facilmente commenti e feedback sul vostro sito tramite un pulsante non invasivo su ogni pagina web.
  • Motore di ricerca interno al sito. Inserire anche solo per un certo periodo test un motore di ricerca interno al sito è utile nel caso il sito abbiamo moltissimi contenuti. Ma è anche molto utile per capire (tramite l’analisi delle query) cosa gli utenti cercano nel vostro sito e capire se quello che cercano è disponibile o meno. Qui segnalo un bell’articolo per implementare tale funzione su wordpress, sempre più utilizzato come CMS per realizzare siti con esigenze standard.
  • Google Website Optimizer. Se dobbiamo testare diversi formati o impostazioni di una pagina (tipicamente una landing page) lo strumento di Google potrebbe essere quello che cerchiamo. Test A/B (split e multivariato) pr fard decollare le conversioni. Una utile guida ricca di consigli su Google Optimizer è quella di Conversion Rate Expert, sito che consiglio anche per altre risorse in merito e che mi ha ispirato per questo post.
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3 Responses to “Tools di analisi abbandono prematuro del sito web”

  1. Michele Marin 24 novembre 2011 at 10:56 #

    Ottimo articolo ricco di spunti. Solo testando i ottengono i migliori risultati…

  2. Jeff Grant 22 dicembre 2011 at 18:50 #

    Grande articolo e ottimi tools, molti webmasters sottovalutano questi aspetti secondo me importantissimi. Studiare i movimenti dei vistatori e' un uno dei tanti fattori che incidono su uno degli obbiettivi fondamentali di un site: convertire i visitatori in acquirenti.

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